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Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente: si può aprire mentre si è assunti?

Andrea Marrocco
#forfettario#partitaiva#lavoro-dipendente#freelance

Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente: si può aprire mentre si è assunti?

Aprire una partita IVA forfettaria mentre si è lavoratori dipendenti è una situazione sempre più comune. Molte persone vogliono iniziare un’attività freelance, fare consulenze o sviluppare un progetto personale senza lasciare subito il proprio lavoro.

Ma è davvero possibile avere contemporaneamente contratto di lavoro dipendente e partita IVA? Ci sono limiti da rispettare? E quando conviene farlo?

In questa guida vediamo in modo semplice:

Se stai pensando di avviare un’attività freelance mentre lavori già come dipendente, questa guida ti aiuterà a capire cosa è possibile fare e quali aspetti fiscali considerare.


In breve

Sì, è possibile aprire una partita IVA forfettaria mentre si è lavoratori dipendenti, ma bisogna rispettare alcune regole:

Vediamo ora nel dettaglio come funziona.


Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente: i requisiti principali

Sì, è possibile avere contemporaneamente un lavoro dipendente e una partita IVA forfettaria.

La legge non vieta questa situazione. Molti professionisti lavorano come dipendenti durante il giorno e svolgono attività autonome nel tempo libero, ad esempio:

Aprire una partita IVA mentre si è dipendenti può essere un modo intelligente per testare una nuova attività senza rinunciare alla sicurezza dello stipendio.

Tuttavia ci sono alcune regole fiscali importanti da conoscere.


Il limite di reddito da lavoro dipendente

Il punto più importante riguarda il reddito da lavoro dipendente.

Per poter utilizzare il regime forfettario, il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare 30.000 euro. Questo limite è stato innalzato temporaneamente a 35.000 euro per il 2025.

Questo limite serve a evitare che il regime agevolato venga utilizzato da chi ha già un reddito principale elevato.

Esempio pratico

Immaginiamo questa situazione.

Marco lavora come dipendente e nel 2025 ha guadagnato:

Nel 2026 decide di aprire una partita IVA forfettaria per fare consulenze informatiche.

In questo caso può farlo senza problemi, perché il suo reddito da lavoro dipendente è inferiore a 35.000 euro.

Se invece il suo reddito lordo fosse stato 38.000 euro, non potrebbe utilizzare il regime forfettario.

In quel caso dovrebbe utilizzare un regime fiscale ordinario, molto meno conveniente.


Cosa succede se il lavoro dipendente termina

Esiste un’eccezione importante al limite dei 35.000 € di reddito da lavoro dipendente.

Il limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui apri la partita IVA.

Esempio

Nel 2025 hai percepito uno stipendio di 40.000 €, ma il tuo contratto termina il 31 dicembre 2025.

Nel 2026 puoi comunque aprire partita IVA in regime forfettario, perché al 1° gennaio non hai più un lavoro dipendente.

Se invece il contratto termina a gennaio 2026, per tutto il 2026 non potrai accedere al regime forfettario, perché al 31 dicembre 2025 il rapporto di lavoro era ancora attivo.

In pratica, se stai pensando di lasciare il lavoro dipendente per metterti in proprio, la data di cessazione del contratto può fare la differenza.


Attenzione al rapporto con l’ex datore di lavoro

Un altro aspetto molto importante riguarda il rapporto con il datore di lavoro attuale o precedente.

La legge prevede una limitazione per evitare che il lavoro dipendente venga semplicemente trasformato in partita IVA.

In particolare, il regime forfettario non si può utilizzare se:

Questa regola serve a evitare situazioni di falsa partita IVA.

Esempio pratico

Immaginiamo questo caso.

Giulia lavora come dipendente in un’agenzia marketing.

Decide di aprire una partita IVA e iniziare a lavorare come freelance.

Se fattura principalmente ad altri clienti, non ci sono problemi.

Ma se fatturasse quasi tutto alla stessa azienda per cui lavorava prima, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare questa situazione come una prosecuzione del rapporto di lavoro.

In questi casi il regime forfettario potrebbe non essere applicabile.


Quanto si paga di tasse con la partita IVA forfettaria

Uno dei motivi per cui molti dipendenti valutano di aprire una partita IVA è proprio il regime forfettario, che prevede una tassazione semplificata.

Nel regime forfettario:

Il reddito imponibile viene calcolato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi.

Esempio

Supponiamo che tu fatturi 40.000 euro all’anno come consulente.

Il coefficiente di redditività per molte attività professionali è 78%.

Il reddito imponibile sarà quindi:

Su questo reddito si pagano:

I contributi previdenziali obbligatori sono l’unico costo che puoi dedurre nel calcolo delle imposte.


Quando conviene aprire partita IVA mentre si è dipendenti

Aprire una partita IVA mentre si è lavoratori dipendenti può essere una scelta molto strategica.

Conviene soprattutto quando:

Molte persone utilizzano questa fase come periodo di transizione, iniziando con piccoli progetti freelance prima di fare il salto verso la libera professione.

È importante sapere che per molte attività professionali imposte e contributi sono proporzionali agli incassi.

In altre parole:

se fatturi zero, paghi zero.


Verifica sempre il contratto di lavoro

Oltre alle regole fiscali, è sempre importante verificare il contratto di lavoro dipendente.

Alcuni contratti prevedono clausole di:

In molti casi è comunque possibile svolgere attività autonome nel tempo libero, ma è sempre meglio controllare cosa prevede il proprio contratto.

Da precisare che per i dipendenti pubblici l’attività in partita IVA è quasi sempre vietata.


FAQ sulla partita IVA forfettaria per lavoratori dipendenti

Posso aprire partita IVA forfettaria se sono dipendente full time?

Sì. La legge non vieta di avere contemporaneamente lavoro dipendente e partita IVA, purché siano rispettati i limiti previsti per il regime forfettario.

Qual è il limite di reddito da lavoro dipendente?

Per utilizzare il regime forfettario il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare 30.000 euro. Per il 2025 il limite è stato temporaneamente innalzato a 35.000 euro.

Posso fatturare al mio datore di lavoro?

In regime forfettario non in modo prevalente. Se la maggior parte dei ricavi deriva dal datore di lavoro attuale o da uno degli ultimi due anni, il regime forfettario non è applicabile.

Devo pagare due volte i contributi se sono dipendente?

Dipende dall’attività. In molti casi i contributi vengono versati alla Gestione Separata INPS solo sul reddito da partita IVA, senza contributi minimi.


Conclusione

Aprire una partita IVA forfettaria mentre si è lavoratori dipendenti è possibile e può essere un’ottima strategia per iniziare un’attività freelance in modo graduale.

È però importante conoscere bene:

Se stai valutando di aprire partita IVA e vuoi capire se il regime forfettario è la soluzione giusta per la tua situazione, puoi richiedere una consulenza su Astro Tax.

Ti aiuteremo a capire come aprire la partita IVA nel modo più semplice e adatto alla tua attività.

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