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Quanto posso guadagnare da dipendente per avere partita IVA forfettaria?

Andrea Marrocco
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Quanto posso guadagnare da dipendente per avere partita IVA forfettaria? La soglia dei 35.000 € spiegata bene

Aprire una partita IVA mentre hai già un lavoro dipendente è possibile, ma c’è un punto che crea confusione a moltissime persone: il limite di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario.
Ed è proprio qui che spesso si sbaglia, con il rischio di aprire la partita IVA pensando di poter usare il forfettario e ritrovarsi invece in regime ordinario.
In questo articolo vediamo quanto puoi guadagnare da dipendente per avere Partita Iva forfettaria, quando il limite blocca davvero l’accesso e quando invece puoi comunque entrare nel regime agevolato.

Il limite dei 35.000 €: cosa significa davvero

Se stai cercando di capire quanto posso guadagnare da dipendente per avere Partita Iva forfettaria, il primo dato da conoscere è questo:
non possono applicare il regime forfettario i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati superiori a 35.000 euro, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato. Considera inoltre che il limite di 35.000 euro è valido per l’anno 2026 (è stato innalzato dal precedente limite di 30.000 euro)

Quindi il criterio corretto non è:

Il punto vero è un altro:

Questo limite esiste perché il regime forfettario è pensato per attività autonome di dimensioni contenute. Il legislatore vuole evitare che venga usato in situazioni in cui il contribuente ha già un reddito da lavoro dipendente elevato e stabile. Per avere contezza del tuo reddito da dipendente il documento corretto da valutare è il CUD.

Esempi pratici: quando puoi aprire partita IVA e quando no

Vediamo i casi concreti, perché qui si gioca la differenza tra una scelta corretta e una scelta costosa.

Esempio 1: reddito 28.000 € → OK forfettario

Hai lavorato come dipendente nel 2025 e hai percepito 28.000 euro di reddito da lavoro dipendente.
Nel 2026 vuoi aprire una Partita Iva.

In questo caso, sotto il profilo del limite da lavoro dipendente, puoi accedere al regime forfettario.
Il tuo reddito dell’anno precedente è infatti sotto la soglia dei 35.000 euro.

Esempio 2: reddito 38.000 € → NO forfettario

Nel 2025 hai percepito 38.000 euro come lavoratore dipendente e il rapporto di lavoro è ancora in essere.
Nel 2026 vuoi aprire la partita IVA.

Qui la risposta, salvo altre variabili particolari, è no: non puoi usare il regime forfettario, perché nell’anno precedente hai superato il limite dei 35.000 euro.

Esempio 3: reddito sopra 35.000 € ma contratto cessato entro il 31/12 → OK

Questo è il caso che molti ignorano.

Mettiamo che nel 2025 tu abbia percepito 39.000 euro da lavoro dipendente, ma il tuo rapporto di lavoro sia cessato entro il 31 dicembre 2025.
Nel 2026 apri la partita IVA.

In questa situazione, il superamento della soglia non blocca automaticamente l’accesso al forfettario: la cessazione del rapporto di lavoro entro il 31/12 può consentire comunque l’ingresso nel regime.

Ed è proprio qui che spesso nasce l’equivoco. Non basta guardare il numero. Bisogna guardare numero + tempistica + situazione lavorativa.

Attenzione: non conta quanto guadagni quest’anno

Questo è probabilmente l’errore più comune.

Molti ragionano così:
“Nel 2026 guadagnerò meno come dipendente, quindi posso aprire in forfettario.”

No. Non funziona così.

Per verificare l’accesso, bisogna guardare sempre il reddito da lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.
Quindi, se apri la partita IVA nel 2026, il dato da analizzare è il reddito da lavoro dipendente del 2025.

Questo dettaglio cambia completamente la valutazione.

Esempio pratico:

Anche se nel 2026 guadagnerai meno, per entrare nel forfettario conta il 2025, non il 2026.

Per questo chi cerca regime forfettario lavoro dipendente quanto guadagnare spesso trova risposte incomplete: la domanda giusta non è “quanto guadagno adesso?”, ma “quanto ho percepito nell’anno fiscale precedente?”.

Cosa succede se superi il limite

Se superi il limite reddito lavoro dipendente forfettario e non rientri nell’eccezione della cessazione del rapporto, non puoi applicare il regime forfettario.

La conseguenza pratica è che, se apri la Partita Iva, dovrai valutare il regime ordinario.
E qui cambia parecchio la logica fiscale:

In altre parole: aprire la Partita Iva senza verificare bene la soglia dei 35.000 euro può voler dire trovarsi in un regime fiscale molto diverso da quello che avevi in mente.

E non è un dettaglio.
Per alcuni contribuenti la differenza di impatto economico può essere concreta già dal primo anno.

Altri limiti da conoscere

La soglia dei 35.000 euro non è l’unico punto da controllare.

Quando valuti partita IVA e lavoro dipendente limiti, devi tenere presenti anche almeno questi due aspetti.

1. Il limite di ricavi o compensi del forfettario

Per restare nel regime forfettario devi rispettare anche il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi.
Se lo superi, la permanenza nel regime va rivalutata secondo le regole previste dalla disciplina del forfettario.

2. Il rapporto con il datore di lavoro

Esiste poi il tema delle prestazioni rese prevalentemente verso l’attuale datore di lavoro o verso l’ex datore di lavoro.
È un punto delicato, perché in alcuni casi può scattare una causa ostativa al regime forfettario.

Qui il consiglio è semplice:
non improvvisare. Basta poco per credere di essere in regola e invece costruire una posizione fragile.

Considera inoltre che bisogna effettuare ulteriori valutazioni personalizzate poiché i requisiti di accesso al regime forfettario sono più ampi (es: divieto per alcune tipologie di attività, soglie massime di spesa per collaboratori, residenza etc.)

Conviene davvero aprire Partita Iva mentre lavori?

La risposta seria è: dipende dalla tua situazione reale.

In astratto, aprire una Partita Iva mentre sei dipendente può avere senso quando:

In questi casi, la Partita Iva può essere uno strumento intelligente.

Ma ci sono anche situazioni in cui conviene fermarsi un attimo e fare i conti prima. Ad esempio non è mai da trascurare la gestione previdenziale. Per un professionista sarà proporzionale ai redditi, ma per un commerciante o un artigiano avrà dei minimali annui corposi.

Quando può avere senso

Può avere senso se:

Quando può non avere senso

Può non avere senso se:

Qui entra la parte consulenziale vera.

Non basta chiedersi 35000 euro lavoro dipendente partita iva.
Bisogna chiedersi anche:

Spesso il punto non è “si può fare?”.
Il punto è: ha senso farlo adesso e in questo modo?

Errore comune da evitare

L’errore classico è questo:
aprire la partita IVA pensando che il regime forfettario sia automatico, solo perché l’attività è piccola o appena iniziata.

Non è così.

Uno dei controlli più importanti riguarda proprio il limite reddito lavoro dipendente forfettario.
Se lo ignori, rischi di partire con aspettative sbagliate e di accorgerti troppo tardi che il regime agevolato non era applicabile.

Tradotto in pratica:

Ed è qui che iniziano i problemi.

Aprire bene una partita IVA non significa solo compilare una pratica.
Significa fare una valutazione corretta prima, quando si possono ancora evitare errori.

Conclusione

Se ti stai chiedendo quanto posso guadagnare da dipendente per avere partita IVA forfettaria, la regola base è questa:

Il problema è che raramente basta guardare un numero da solo.
Bisogna valutare bene la tua posizione complessiva: redditi, tempistiche, rapporto di lavoro, tipo di attività e convenienza fiscale reale.

Se vuoi evitare errori prima di aprire, contatta Astro Tax: possiamo verificare se puoi davvero accedere al regime forfettario e capire qual è la scelta più sensata per la tua situazione.

FAQ

Posso aprire partita IVA se guadagno più di 35.000 €?

Dipende. In linea generale, se nell’anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente superiori a 35.000 euro, non puoi applicare il regime forfettario.
C’è però un’eccezione rilevante se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

Conta il reddito lordo o netto?

Per questa verifica non devi ragionare in termini generici di “stipendio netto in busta”. Va controllato il reddito di lavoro dipendente fiscalmente rilevante, cioè il dato corretto da leggere nella documentazione fiscale dell’anno precedente.
È proprio per questo che conviene fare una verifica tecnica prima di aprire.

Se mi licenzio posso entrare nel forfettario?

Può essere possibile, ma conta quando cessa il rapporto di lavoro.
Se il rapporto è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente, il superamento della soglia dei 35.000 euro non blocca automaticamente l’accesso al regime.

Posso avere Partita Iva e lavoro full time?

Sì, in molti casi sì. Nei lavori da dipendente con Pubblica Amministrazione spesso è vietato. Avere un lavoro full time non vieta in automatico l’apertura della partita IVA. Soprattutto se si tratta di Partita Iva professionale.
Bisogna però verificare almeno tre cose:

Prima di aprire, conviene sempre fare una verifica completa.

Leggi anche

Se stai valutando di aprire una partita IVA mentre hai già un lavoro dipendente, questi approfondimenti possono aiutarti a evitare errori comuni:


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